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come si fa il caciocavallo

Introduzione al Caciocavallo

Il Caciocavallo è molto più di un semplice formaggio: è un patrimonio culturale, un simbolo delle tradizioni contadine del Sud Italia, e una delizia casearia che affonda le sue radici nei secoli. Il nome stesso evoca immagini antiche, di forme appese a cavallo di una trave in cantine fresche, dove il tempo e l’aria trasformano una massa di latte in un capolavoro gastronomico. Originario della Magna Grecia, il Caciocavallo viene citato già in scritti di oltre duemila anni fa, ed è sempre stato associato alla ruralità e all’arte del casaro.

Ma cosa lo rende così speciale? Il profumo intenso, che richiama l’erba fresca e la paglia; la pasta elastica e filante nei primi mesi, che diventa friabile e saporita con la stagionatura; e il sapore unico, che varia dal dolce al piccante, a seconda del tempo e della tecnica. Ogni zona d’Italia ha la sua versione: c’è il Caciocavallo Silano DOP, il Podolico (tra i più pregiati), e le mille varianti casalinghe che ogni famiglia si tramanda. In questa guida scopriremo insieme come si fa il Caciocavallo, passo dopo passo, in modo artigianale e con tutto il rispetto per la tradizione.

Ingredienti fondamentali: latte, caglio e sale

La qualità del Caciocavallo comincia dal latte. Tradizionalmente si usa latte vaccino crudo, preferibilmente di mucche nutrite a pascolo libero, magari delle razze locali come la Podolica. Questo tipo di latte, ricco di grassi buoni e aromi naturali, è la base che darà personalità al formaggio. Alcuni produttori più attenti si affidano solo al latte del mattino, fresco di mungitura, perché è più equilibrato e garantisce una resa migliore. È importante che il latte non sia pastorizzato, perché i batteri buoni contenuti naturalmente aiutano a sviluppare profumi e sapori unici.

Dopo il latte, entrano in gioco il caglio e i fermenti lattici naturali. Il caglio è un enzima, solitamente estratto dallo stomaco dei vitelli, che serve a coagulare il latte. I fermenti, invece, aiutano ad acidificare il latte e creare la struttura del formaggio. Infine, il sale svolge un ruolo essenziale: regola la fermentazione, aggiunge sapore e aiuta a conservare il formaggio più a lungo. Può essere aggiunto direttamente o tramite immersione in una salamoia dopo la formatura.

Riassunto degli ingredienti base:

  • Latte crudo intero vaccino
  • Caglio animale
  • Fermenti lattici naturali
  • Sale marino (per salamoia o salatura a secco)

Senza questi semplici ma fondamentali elementi, il Caciocavallo non esisterebbe. Ma il segreto non è solo cosa si usa, ma come si usa. E qui comincia l’arte vera.

Fasi di lavorazione: dalla cagliata alla forma

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Il processo di produzione del Caciocavallo è lungo e meticoloso, fatto di piccoli gesti, temperature precise e tempi che solo l’esperienza può calibrare con esattezza. Tutto comincia con il riscaldamento del latte a circa 37°C, una temperatura perfetta per aggiungere i fermenti e il caglio. Dopo circa 30 minuti, si forma la cagliata, una massa gelatinosa che va rotta delicatamente con uno spino fino ad ottenere piccoli grumi simili a chicchi di riso o nocciole.

Questa massa viene lasciata decantare, poi separata dal siero e fatta riposare per alcune ore, durante le quali avviene la fermentazione naturale. A questo punto la pasta diventa filabile, e qui entra in scena la fase più spettacolare: la filatura. La pasta viene tagliata a fette, immersa in acqua bollente, e “tirata” come se fosse un impasto elastico. Serve forza e tecnica, perché la pasta va lavorata fino a diventare liscia, lucida e modellabile.

Si passa quindi alla formatura: si creano le classiche forme a “pera” o “goccia”, con una testina e un collo che servono per la legatura. Una volta modellate, le forme vengono immerse in acqua fredda per solidificarsi e poi messe in salamoia per circa 12 ore. Questo processo aggiunge sapore e rinforza la crosta esterna.

Il risultato? Delle forme gialle dorate, dalla superficie liscia, pronte per la stagionatura.
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La stagionatura: appeso a cavallo, come una volta

Il nome Caciocavallo deriva proprio da questa fase. Le forme vengono legate a coppie con una corda, e appese “a cavallo” di una trave di legno, dove rimarranno per settimane o mesi, a seconda del risultato desiderato. L’ambiente ideale è fresco e umido, con circolazione d’aria naturale, come nelle vecchie grotte o cantine in pietra.

Durante la stagionatura, il formaggio perde umidità, si indurisce esternamente, e sviluppa aromi sempre più intensi. I primi 30 giorni sono fondamentali per impostare la fermentazione interna, poi si cominciano a percepire le sfumature gustative: burrose e delicate nei primi mesi, piccanti e complesse dopo 6-12 mesi. Alcuni Caciocavalli stagionano anche 2-3 anni, diventando autentiche prelibatezze da intenditori.

Questa fase richiede pazienza e controllo. Le forme devono essere girate, pulite, controllate per evitare muffe indesiderate. Ma è proprio qui che il tempo diventa l’ingrediente invisibile, trasformando il latte in un piccolo miracolo.

Come gustarlo e conservarlo al meglio

Il Caciocavallo può essere gustato in mille modi. Appena stagionato, è ottimo a fette con pane casereccio, o fuso sulla brace come nella famosa “scamorza alla piastra”. Dopo 6 mesi, è perfetto grattugiato sulla pasta, o in abbinamento con miele, confetture e salumi. Se molto stagionato, diventa un’alternativa nobile al Parmigiano, ideale da degustare con un vino rosso corposo.

Ma attenzione: per mantenerne consistenza e sapore, va conservato con cura. Il modo migliore è avvolgerlo in carta alimentare traspirante (non pellicola!), e riporlo in frigo nella parte meno fredda. Una volta aperto, meglio consumarlo entro 10-15 giorni, altrimenti la crosta si indurisce troppo e la pasta perde elasticità.

Ecco un articolo completo su: Come Conservare il Caciocavallo

Errori da evitare:

  • Non congelare mai il formaggio.
  • Evita ambienti troppo secchi o troppo umidi.
  • Non usare contenitori ermetici: il Caciocavallo ha bisogno di respirare.

E ricordati: il Caciocavallo va sempre servito a temperatura ambiente, per godere appieno del suo bouquet aromatico.

Conclusione

Fare il Caciocavallo è un’arte che si tramanda da secoli, fatta di gesti lenti, pazienza e passione. Non è solo un formaggio, ma un simbolo dell’Italia contadina, un piccolo capolavoro che racchiude in sé natura, tradizione e sapere antico. Che tu voglia produrlo in casa o semplicemente capire come viene fatto, conoscere ogni fase di questa lavorazione ti permetterà di gustarlo con maggiore consapevolezza.

FAQ – Domande Frequenti

1. Posso fare il Caciocavallo in casa?
Sì, ma serve esperienza, attrezzatura e ingredienti di alta qualità. Consigliato solo se hai già esperienza nella caseificazione.

2. Quanto tempo ci vuole per fare il Caciocavallo?
La produzione dura un giorno, ma la stagionatura varia da 30 giorni a oltre un anno.

3. Il Caciocavallo è senza lattosio?
Il Caciocavallo ben stagionato può essere considerato a basso contenuto di lattosio.

4. Qual è la differenza tra Caciocavallo e Scamorza?
Sono simili, ma il Caciocavallo viene stagionato più a lungo e ha un sapore più complesso.

5. Dove posso acquistare il Caciocavallo artigianale?
Presso mercatini locali, caseifici artigianali o siti online specializzati in prodotti tipici italiani

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